martedì 11 novembre 2008

Non cambi mai...

E' bello avere dei punti di riferimento stabili e duraturi. Uno di questi è Trenitalia, opsss... Ferrovie dello Stato.
Un tempo si chiamavano "FS", Ferrovie dello Stato, suonava Anni Settanta, suonava Socialismo Reale, sono arrivate le privatizzazioni, con grande campagna di marketing si sono rinominate Trenitalia. Ora, forse per eliminare il suffisso "italia", come dalla compagnia aerea di bandiera, sono tornate a chiamarsi Ferrovie dello Stato.
Ma erano state privatizzate o no? Boh, chi lo sa.
La certezza sul nome corrisponde ad una certezza sullo standard di qualità del servizio.
Si parte alle 6:12 da Venezia Mestre, direzione Milano Centrale. Il treno è un "Eurostar City", forma romanzata per pagare un biglietto quasi Eurostar (37 € anziché 43 €) e viaggare in Intercity. Qualcuno ricorda il passaggio dai "treni espressi", quelli con la sigla EXP, agli Intercity?
Alla stazione di Venezia Mestre il binario 4 è soggetto a lavori di ammodernamento che rendono scomodo l'accesso al treno. Il treno arriva e parte dal binario 4, i viaggiatori hanno difficoltà a salire in carrozza, si parte in ritardo da Venezia Mestre e si arriva in ritardo a Milano Centrale.
Mi sto spostando per lavoro, viaggio in prima classe.
A mezzogiorno nasce l'esigenza di anticipare il ritorno con il treno delle 16:55 anziché quello delle 17:55.
Telefono al call center 892021 e vengo correttamente avvisato delle tariffe (esose) per chi chiama da cellulare; risponde l'operatore A382, la variazione non si può fare perché il treno delle 16:55 è un Cisalpino. Non solo non posso cambiare la prenotazione, ma non posso nemmeno salire a bordo con il mio biglietto perché su quel treno non vale nulla.
Chiedo quali alternative ci sono, l'operatore mi dice quello delle 13:55.
Ricapitoliamo: mi trovo a Milano Centrale, devo raggiungere Venezia, Ferrovie dello Stato mi mette a disposizione due collegamenti Eurostar: 13:55 e 17:55, in mezzo nulla.
Ma questo non è il "corridoio 5" che collega Lisbona con Kiev (o qualcosa del genere)? Da Milano a Venezia usano il teletrasporto i treni del corridoio 5? Alta Velocità. Alta Capacità. Mah...
Sulla tratta ci sono altri treni:
  • il Cisalpino che non posso prendere con il mio biglietto (dovrei cambiarlo alla stazione facendo prima un rimborso e poi una nuova emissione, non ho fegato...)
  • alcuni regionali che altro non sono che la versione moderna del caro vecchio "accelerato", tradotte che fermano ovunque e percorrono l'Italia con tempi degni dell'era del vapore
  • l'Intercity delle 17:05. Scrivi Intercity, leggi "Espresso Anni Ottanta". Secondo l'orario dovrebbe arrivare a Venezia Mestre alle 19:56, ben 8 minuti prima dell'Eurostar che parte 50 minuti dopo. In passato con questo treno ho avuto molte esperienze bucoliche con lunghe pause in mezzo alla campagna. Siccome confido nella stabilità dello standard, preferisco evitare e mi tengo il mio biglietto delle 17:55.
Costo telefonata (circa 2 minuti): 3,66 € quasi il 10% del biglietto.

Prendo il treno alle 17:55, è un Eurostar vero, senza aggettivi, quello a cui ero abituato cinque anni fa quando lo prendevo sistematicamente.
Sono prenotato sulla carrozza 2, la carrozza 2 non c'è, non c'è nemmeno una carrozza sostitutiva.
Il capotreno ci dice che dovrebbe esserci posto in carrozza 3, ma a terminale vede tutti i sedili occupati e non ce li può assegnare.
Passo un quarto d'ora fissando con occhio da linciaggio tutti quelli che salgono: potrebbe essere il legittimo proprietario del mio sedile.
Si chiudono le porte, il treno si mette in moto, nessuno ha reclamato il mio sedile.
Scopro che ai viaggiatori di prima classe non è più riservato lo snack, la bevanda e la salvietta rinfrescante. Sono quasi certo che il taglio di queste frivolezze è servito per finanziare progetti volti ad aumentare la sicurezza e migliorare il servizio.

Nostalgia: correva il 1996, sulla Roma-Bolzano circolava l'ETR450, detto "Pendolino", le hostess di bordo fornivano salviette di stoffa riscaldate a vapore in partenza da Roma Termini. Per i viaggiatori con destinazione oltre Bologna era prevista una mini-cena nel prezzo del biglietto.
Era il 1996, uscivamo dalla crisi del '92, ma non sapevamo di essere poveri; oggi invece lo sappiamo bene.

Arrivo a Venezia Mestre in perfetto orario, al megafono annunciano che il treno Intercity proveniente da Milano Centrale viaggia con 20 minuti di ritardo, ovviamente si scusano per il disagio. I passeggeri diretti verso Treviso-Udine probabilmente ringraziano di aver perso la coincidenza. D'altra parte il mio Eurostar non ha fermato nè a Brescia, né a Verona, né a Vicenza: è il nuovo che avanza.

mercoledì 8 ottobre 2008

E ci risiamo

Scrivo o non scrivo, scrivo o non scrivo, scrivo o non scrivo... scrivo!
Ennesima tempesta finanziaria, ennesima bufala, ennesima apparizione dell'anti Robin Hood cosmico, quello che ruba ai poveri per dare ai ricchi.

Un passo alla volta, con ordine.
Da alcuni giorni le borse di tutto il pianeta perdono valore come la neve scioglie al sole di aprile, non di marzo, goccioline timide che scendono, di aprile, ruscello che corre allegro, neve che se ne va in acqua, acqua che corre nello sciacquone, come i soldi dei risparmiatori.

Le borse scendono, scendono di un sacco, qualcuno potrebbe dire "e chi se ne frega", pensando di non avere nulla da perdere, e invece...
E invece qui arriva la vera fregatura: molti credono che a rimetterci siano quegli impavidi avventurieri che hanno investito i propri soldi in borsa. Per chi si sente "profondamente antisistema", tutto questo potrebbe anche sapere di "vendetta proletaria" o qualcosa del genere. E invece no, anche chi meno se lo aspetta sta perdendo un mucchio di soldi senza saperlo.

Un po' di disordine
Confondiamo ancora un po' le acque, cerchiamo di capire da dove viene realmente il problema. Come molti si possono aspettare, anzitutto diffidare delle "informazioni autorizzate" che provengono dal circuito di informazione classico, dai cosiddetti mass media. Alt! Qui nessuno vuole dire che i mass media stiano mentendo o che ci sia censura, affatto, tutti si impegnano ad essere estremamente reali, ma pochi guardano la luna, tutti controllano il dito.

Supponiamo di avere 1000 Euro, un po' come "se potessi avere 1000 Lire", e di volerle mettere da parte: oggi non mi servono, un giorno futuro mi potrebbero servire. Allora mi pongo il problema, dove le metto?
Il materasso: a parte il problema dei topi che potrebbero farci il nido, l'inflazione - non quella programmata o ISTAT, quella che si sperimenta andando in negozio e praticando una dieta diversa da lettori di DVD e macchine fotografiche digitali - eroderà il risparmio nel giro di qualche anno.
La banca: probabilmente le cosiddette "spese" eroderanno il risparmio più dei topolini nel materasso e l'inflazione.
I titoli di stato: danno un interesse limitato, ma salvo eventi sociopolitici singolari, non riservano sorprese.
La borsa ed i titoli derivati: uhm...

Supponiamo di accontentarci di un tasso di interesse che garantisce forse quello reale di inflazione: i titoli di stato sono ideali, ma dopo un certo numero di anni saremo "ricchi" o "poveri" esattamente come lo siamo oggi. Sembrerebbe una situazione abbastanza ragionevole: in fondo, non abbiamo fatto nulla in più, abbiamo semplicemente affidato allo Stato i soldi che non ci servivano per riaverli dopo anni, quando ci serviranno nuovamente.
Però, c'è un però: è convinzione comune che "ci si debba guadagnare". Nessuno accetta di privarsi dei propri soldi per 5 anni, per riaverne al termine un quantitativo che permette di essere esattamente al punto di partenza: anche chi sceglie la forma di risparmio più sicura, il titolo di stato, è convinto di guadagnarci, magari poco, ma sicuramente ci guadagna.

Eccoci al punto
La nostra cultura non ci permette di "restare fermi", nello stesso livello, è sempre e comunque necessario "crescere", "avere di più", "fare di più", "essere di più", ecc...

Abbiamo quindi stabilito che la nostra cultura ci condiziona a "cercare il guadagno", risparmiare sì, ma a patto di arricchire.

Chi si procura il denaro svolgendo un lavoro onesto, ovvero senza commettere atti illeciti, pagando le tasse come previsto dalle leggi, attenendosi ad un'etica di rispetto del prossimo sa che guadagnare del denaro richiede sacrificio e sforzo.

Mentre per il risparmio pretendiamo di guadagnarci.
Conduciamo un ragionamento per assurdo, di un mondo in cui esista un modo per affidare dei soldi a qualcuno che li ritorna dopo un po', in modo assolutamente certo, in misura maggiore rispetto all'inflazione trascorsa.
Senza star qui a far troppi conti, in questo mondo tutti quelli che riuscirebbero a risparmiare un pochino, a patto di non riscattare il risparmio, darebbero ai propri nipoti la ricchezza, ovvero esisterebbe un mondo in cui in un modo semplice e sicuro, semplicemente con un po' di pazienza, la ricchezza sarebbe alla portata di tutti... uhm...

E' possibile che tutti diventino più ricchi, contemporaneamente?
Questa è un'antica domanda macro-economica a cui i grandi studiosi hanno già risposto in passato. Sembra di sì, ma lavorando. Senza lavorare la domanda diventa ancora più complicata: è possibile che in un mondo ideale tutti diventino più ricchi senza che nessuno faccia nulla, semplicemente per il fatto che hanno rinunciato ad una parte dei soldi guadagnati con il lavoro in precedenza?

Uhm, troppo filosofico.

Cosa dice il sussidiario
Sul sussidiario, come anche sul primo libro di macro-economia di ogni studente, viene spiegato il funzionamento della Banca: chi ha dei risparmi li porta in banca, in cambio di un tasso di interesse. La Banca li presta alle aziende che ne hanno "temporaneamente" bisogno e che riconoscono alla banca un tasso di interesse.
In questo mondo ideale, il risparmiatore ottiene un "guadagno" senza alcuno sforzo; la banca ottiene un "guadagno" per la mediazione fra chi ha denaro e non sa cosa farsene e chi non ha denaro e saprebbe cosa farsene.
L'interesse riconosciuto dalla Banca al risparmiatore è molto inferiore al tasso di inflazione - sempre quella di chi non mangia lettori DVD e fotocamere digitali - per cui è escluso che si possa arricchire. L'intermediazione frutta bene, soprattutto se verso aziende che producono profitti.

Gira e rigira, non abbiamo ancor trovato un modo per "guadagnarci" da un risparmio affidato a qualcuno che se ne occupa per noi.
Non credo valga la pena tirarla lunga, chi ha capito ha capito, per gli altri pazienza.

Resta il fatto che tutti ambiscono al guadagno... e allora come fare?
A questo punto arriva a darci man forte il "consulente finanziario", colui che commercia forme di risparmio, che ci indirizza nel trovare il famoso ambitissimo "guadagno senza fatica".
I principi di partenza sono:
- il cliente ha sempre ragione (se chiede di guadagnare, bisogna farlo guadagnare)
- se c'è richiesta di un prodotto - "guadagno senza fatica" - gli operatori economici cercano in tutti i modi di realizzarlo e metterlo a disposizione.

Non è un caso che il "consulente finanziario" venda "prodotti".

Cosa può fare il produttore per confezionare il "guadagno senza fatica"?

In teoria il prodotto non esisterebbe e quindi non dovrebbe fare nulla. In realtà anche il produttore di "prodotti finanziari" è fatto di persone che lavorano per avere uno stipendio, quindi deve pur dare qualcosa a questo maledetto esigentissimo cliente che vuole il "guadagno senza fatica".

Il prodotto "guadagno senza fatica"

Storicamente i prodotti finanziari si sono rivelati appartenere a 3 famiglie principali:
  1. piccole truffe: si camuffa qualcosa che il cliente potrebbe già comprarsi per conto suo e si mettono alcune spese al cliente; si possono rivendere così anche semplicissimi e banalissimi titoli di stato, l'importante è dare al cliente la percezione "che sta guadagnando"
  2. casinò: si investono i soldi del risparmiatore in modo fortemente speculativo; se va bene, va molto bene, se va male, va molto male. L'importante è preparare il cliente fin dall'inizio, fargli vivere l'avventura; se poi va bene è un successone, se va male "era stato informato"
  3. catena di S. Antonio: i primi arrivati traggono guadagno dal fatto che la loro fortuna è alimentata dai secondi; i secondi dai terzi e così via, fino a che non c'è più nessuno...
Delle 3 famiglie sopra descritte la terza è la peggiore in assoluto, quella che sistematicamente si scatena con violenza inaudita e conseguenze non proprio etiche.
Il prodotto della famiglia "catena di S. Antonio" si basa sul principio che finché la domanda eccede l'offerta, il prodotto si apprezza in continuazione. Quando la domanda è minore dell'offerta, il prodotto si deprezza, normalmente molto rapidamente.

Descriviamo ancora una volta una situazione ideale: Anna e Luca, ciascuno con 1000 Euro.
Anna compra 1000 Euro di azioni ABC, Luca compra 1000 Euro di azioni ZYW.
Dopo un po', Anna vorrebbe le azioni ZYW perché secondo lei valgono almeno 1020 Euro, ma le vorrebbe pagare al max 1010 Euro; Luca vorrebbe le azioni ABC perchè secondo lui valgono almeno 1020 Euro, ma le vorrebbe pagare almeno 1010 Euro; detto fatto, Anna vende a prezzo minimo 1010 le azioni ABC e compra le azioni ZYW a prezzo massimo 1010. Contemporaneamente Luca vende a prezzo minimo 1010 le azioni ZYW e compra le azioni ABC a prezzo massimo 1010.
Anna e Luca si sono incosapevolmente scambiati le azioni, ed ognuno crede di averci guadagnato passando il valore del proprio "portafoglio" da 1000 a 1010 Euro.

Ovviamente la storiella sopra è evidentemente una storiella, le cose non sono esattamente così, però... Però ci rendiamo conto che il valore delle azioni può salire semplicemente sulla percezione comune e diffusa che valgano di più, a prescindere dai risultati conseguiti dall'azienda che le azioni le ha emesse e la cui solvibilità dovrebbe garantire.

Fino a quando la "catena di S. Antonio" può sostenersi?
Finché Anna e Luca si accontentano della "carta", non ci sono problemi. Quando uno dei due vuole trasformare la "carta" in "denaro" deve esserci qualcuno che prontamente subentra per trasformare "denaro" in "carta".

I problemi nascono quando non si trova qualcuno disposto a trasformare "denaro" in "carta": a quel punto la carta deve essere svenduta, con buona pace di quelli che l'hanno pagata cara.
Esattamente come nella "catena di S.Antonio", a ricevere i soldi sono solo i primi, tutti quelli che seguono ci rimettono.

Per chi ancora sta leggendo, siamo a tirare le somme.

Uno stuolo di persone mi additerà come profeta di sventura; un altro come ignorante; poi c'è chi dirà che "il sistema si autoequilibra", il mercato contiene al suo interno "la medicina stessa" e così via.

Non entro in discorsi che ci porterebbero molto lontani, faccio solo un po' di considerazioni aggiuntive.

E' concepibile che si possano comperare e rivendere le stesse azioni in tempi brevissimi, magari anche molte volte? Vi immaginate di entrare ed uscire freneticamente da un mercato ortofrutticolo comprando e rivendendo la stessa merce in continuazione?

E' concepibile che il capitale di un'azienda cresca o diminuisca in modo indipendente dai risultati dell'azienda stessa?

Soluzioni della serie "siamo tutti allenatori al lunedì sera" se ne possono proporre molte, ma forse non c'è la corretta sensibilità che il valore dei risparmi, ovvero di soldi momentaneamente affidati per essere ritornati non può essere assoggetabile agli andamenti schizofrenici del compra/vendi dovuti alla Catena di S. Antonio.

La grande bugia
Desidero concludere questo sproloquio con la grande bugia divulgata a piene mani dai promotori finanziari: "differenziando l'investimento, sul lungo periodo il guadagno medio delle azioni è superiore".
La bugia è doppia perché la differenziazione è sostanzialmente inutile quando la Catena di S. Antonio non trova nuovi adepti; la bugia confida nella mancanza di memoria e nella pigrizia delle persone che non per nulla sono alla ricerca del prodotto "guadagno senza fatica": i valori reali (tolta l'inflazione ed alcuni trucchi contabili sui titoli che escono dai listini) delle borse valori tendono a ritornare ai loro minimi in modo ciclico, quindi non esistono "periodi abbastanza lunghi". Esistono solo periodi fortunati (inizio della catena) e periodi sfortunati (ultimi arrivati nella catena).

La grande verità
Parole non mie, di sicura efficacia:
quando sale sale, quando scende scente.

venerdì 19 settembre 2008

La lettera è uscita dal database

Ebbene sì, dopo alcuni mesi, la famosa lettera con utente e password per accedere al servizio ADSL è arrivata.
Ai lettori più pazienti il compito di calcolare quanti giri ha compiuto la lettera supponendo fosse fra due piatti di un solo hard disk :-)

sabato 13 settembre 2008

Io adoro Internet

Sono un informatico.
Chissenefrega?
Beh, un informatico di lunga data, uno di quelli che ha cominciato a danneggiare i recettori della caffeina col VIC20, 3,5KByte, sì, ripeto, 3,5KByte. OK, ho capito, non ti rendi conto quanto piccoli siano 3,5 KByte, ma ora te lo spiego: fai conto che la pagina che stai vedendo non ci starebbe dentro, sto dicendo solo il testo, non le immagini...
A parte questo, adoro Internet perché mi permette di arrivare dove non potrei, per esempio come farei ad ascoltare questa emittente:
http://www.wefunkradio.com/radio/
senza Internet?
Non parliamo del resto dei contenuti che ci posso trovare.

giovedì 11 settembre 2008

Sono un utente soddisfatto

A parte il fatto che lo user e la password mi sono stati dettati per telefono e la famosa lettera è "rimasta nel database" per sempre, io me la immagino poverina fra i piatti di un disco rigido, tutta stretta stretta, chissà a 5400 giri al minuto in che condizioni è dopo due mesi...
Comunque, a parte quella lettera mai arrivata, per il resto il collegamento ADSL funziona correttamente e si scarica bene senza dubbio.
Credo che ci si risentirà alla prima bolletta... :-)

domenica 3 agosto 2008

Sono on line

Ebbene sì, soprattutto per i pochi intimi che seguono il blog...
sono collegato ed il collegamento non sembra nemmeno male...
Se ci saranno novità (leggi "disservizi"), cercherò di mettere un post, per la cronaca.

giovedì 31 luglio 2008

Mi telefona Tele2

Ci scusiamo, ma il suo account è rimasto nel nostro database fino ad ora e la lettera non è ancora partita.
Quindi la signora mi comunica via telefono l'account e la password di connessione.
La linea è già configurata, basta attaccarsi.
Corriamo a comprare un modem/router e proviamo!

Arriva un SMS

"Tele2 informa: l'attivazione del servizio ADSL è in ritardo per problemi tecnici. Siamo già intervenuti per cercare di risolverli. Ci scusiamo per il ritardo."

lunedì 28 luglio 2008

Mi rispondono alla richiesta di info via web

Questa la risposta che ottengo alla mia domanda sui parametri ADSL:

Rif.: svd/cs/0708Gentile Signor Ferrari,Abbiamo ricevuto la sua richiesta ma purtroppo non abbiamo abbastanzariferimenti.Per poterle dare una risposta pertinente dovrebbe gentilmente compilare ilmodulo di richiesta che trova consultando questo linkhttp://www.tele2.it/contatti/servizio-clienti.html avendo cura di inseriretutti i dati.Aspettiamo la sua richiesta!

Faccio una nuova richiesta, specificando "non me l'avete dato" nei campi in cui dovrei mettere qualcosa che ancora non mi è stato comunicato...

Manca sempre una settimana

Ho chiamato il numero di informazioni e... entro una settimana mi arriveranno via posta i dati per la connessione...

lunedì 21 luglio 2008

Risponditori automatici

Sopra, la risposta ottenuta chiamando il servizio gratuito 800 92 1000
Provo a chiamare anche il "Supporto tecnico ADSL": 848 99 1022; c'è un risponditore vocale diverso, che alla fine mi porta alla stessa frase di quello gratuito. Non ho trovato come parlare con un operatore a cui rivolgere una domanda, ho ottenuto solo risposte.

http://www.tele2.it/contatti/servizio-clienti.html

Provo quindi con il servizio web e tento di compilare il form:

http://www.tele2.it/contatti/supporto-adsl.html?r=Altri%20problemi%20tecnici%20(specificare%20errore)

scrivo semplicemente nome, cognome, numero di cellulare ed il mio problema: non mi sono arrivate le informazioni per attivare la connessione.

Attendendo il collegamento ADSL...

2008-07-15
Chiamo il numero clienti Tele2 per avere informazioni sullo stato di attivazione di ADSL. Risponde un risponditore vocale, dopo una serie di scelte arrivo alla risposta: “Il suo collegamento ADSL è quasi completamente configurato. Entro una settimana riceverà a casa le informazioni per il collegamento ed il modem ADSL se l’ha richiesto.”

2008-07-21 (oggi).
Stessa telefonata, stesso risponditore, stessa risposta.

martedì 8 luglio 2008

Arriva un SMS

Ricevo questo SMS:
Tele2 informa: da oggi la tua linea è attiva su Rete TELE2. Benvenuto e grazie per avere scelto TELE2 come operatore unico!

A dire il vero io ho già fatto due telefonate... :-D

lunedì 7 luglio 2008

Si parla!

Ieri ho acquistato una coppia di telefoni cordless, li ho collegati e... oltre a far squillare l'altro telefono, sono pure riuscito a parlare.
Considero superato l'ostacolo telefonia, vediamo come andrà con ADSL.
Ieri sono inoltre arrivate da TELE2 altre 2 lettere, in una ci sono le condizioni del contratto di telefonia, nell'altra l'assegnazione del numero di telefono che già mi era stato comunicato qualche giorno prima per via telefonica.
Nessuno dei documenti che avevo trovato ieri nel sito, e scaricato, coincide esattamente con le condizioni generali che mi sono arrivate per posta, però potrebbe essere solo una questione di impaginazione.
In teoria, in una settimana circa, dovrebbero attivarmi anche il collegamento ADSL: attendo.

Cerco il contratto

Mi collego al sito di TELE2:
http://www.tele2.it/
ed inserisco nella casella "Cerca in tele2.it" queste 3 parole
"condizioni generali telefonia".
Ottengo una pagina bianca.
Navigo un po' per il sito, arrivo al seguente URL:
http://www.tele2.it/tele2/download.html
e di moduli ne trovo 3:
  1. Telefono e Internet dialup
  2. Telefono su Rete TELE2
  3. Telefono WLR_R

scarico 3 PDF, credo che l'ultimo sia quello che fa per me.

Ora non mi resta che leggere 2 pagine fitte fitte e poi firmare il contratto.

Arriva il tecnico Telecom Italia

Ore 10.30, telefona Telecom Italia: sono il tecnico, arrivo tra 20 minuti.

20 minuti dopo arriva il tecnico, prova il funzionamento della borchia telefonica, quindi dice: "Devo fare un controllo alla centralina in cima alla strada, torno fra dieci minuti".

10 minuti dopo: torna il tecnico, mi dice: "Può darmi il numero di telefono da attivare? Perché TELE2 non ce lo passa.".
Fornisco il numero assegnatomi da TELE2, quindi mi chiede: "Ha un apparecchio per fare una prova?"
Rispondo: "No, a dire il vero speravo lo aveste voi."
Mi dice: "Devo andare in centrale a collegare la linea, torno prima di mezzogiorno con un apparecchio per fare la prova".

Ore 12, torna il tecnico Telecom con un telefono, lo prova e dice che è rotto. Smonta nuovamente la borchia, collega ai morsetti un cornettone rosso che sembra uscito da un film della prima serie di James Bond, quindi si effettua una prova: propongo di chiamare mia moglie in ufficio, ma il tecnico mette in atto un prodotocollo di verifica diverso: controlla che il telefono fisso faccia squillare il mio cellulare e che il mio cellulare faccia squillare il telefono fisso. Non si prova a parlare (in fondo, mica prendo il telefono per parlare, solo per farlo squillare...).
Il tecnico Telecom è di poche parole, ma sembra che tutto proceda per il meglio. Ora devo comprare un telefono e provare una telefonata, anche con la voce, questa volta.

Arriva il contratto da firmare

2008-07-04 (vera data dell'evento).
Per posta arriva il contratto da firmare.
In un foglio A4 fronte-retro, con caratteri molto piccoli, sono indicate tutte le clausole del contratto ADSL. Sono indicati tutti gli obblighi da parte del cliente, molti sono riconducibili al rispetto del Codice Civile e alla non rivendibilità a terzi del servizio. Dal punto di vista del fornitore, il messaggio è "facciamo del nostro meglio, non ci sono garanzie sul servizio".
Questo corrisponde un po' al previsto ed al risaputo: un po' ci si appella alle responsabilità di Telecom Italia, un po' a motivi di "forza maggiore".
La parte che merita attenzione è la seguente: ho richiesto un servizio "fonia + ADSL" tutto compreso, il contratto da firmare parla della sola parte ADSL, tranne che cita:
"Dichiaro e garantisco di essere già abbonato al servizio di telefonia fissa TELE2 o, in caso contrario, aver preso visione delle condizioni generali per la fornitura del servizio di telefonia fissa. In quest'ultimo caso, riconosco quindi che l'accettazione delle presenti condizioni generali comporta integrale accettazione delle condizioni generali per la fornitura del servizio di telefonia fissa".
A questo punto devo rintracciare le "condizioni generali per la fornitura del servizio di telefonia fissa" per conoscere il contenuto ed il valore della mia firma al contratto.

giovedì 3 luglio 2008

Telefona Telecom Italia

Il signore al telefono mi dice che deve venire il tecnico ad attivare la linea per conto di Tele2.
Concordiamo data e ora dell'appuntamento: lunedì 7 luglio 2008 dalle 10 alle 11.

Arriva il numero di telefono

Oggi arriva un messaggio SMS:
Tele2 informa: Gentile cliente, il suo numero di telefono è 39041XXXXXXX.
Nei prossimi giorni un tecnico la contatterà per l'attivazione della linea telefonica.

mercoledì 2 luglio 2008

Primo passo, la richiesta della linea

2008-06-26 (vera data dell'evento).
Metto il mio numero di cellulare nel sito di Tele2, mi chiama l'addetta, si parte...

Ho fatto la seguente richiesta: attivazione linea telefonica + formula “tutto compreso 7 mega su rete”.
L'addetta mi assicura che ci sono i 3 mesi gratis di promozione, anche se fatta via telefono, in quanto ho contattato Tele 2 via web
Il costo è di 33,95 Euro (IVA inclusa) al mese e prevede:

  • Telefonate gratuite su rete fissa, senza scatto alla risposta
  • Navigazione flat
  • Verso cellulari: 0,15 Euro alla risposta, 0,19 Euro/minuto con pagamento anticipato del minuto
  • Attivazione linea: gratuita, in promozione fino ad oggi 26/07/2008

L'addetta mi fornisce le seguenti informazioni:

  • Tempo previsto per l’attivazione della linea: 5 settimane
  • Tempo previsto per l’attivazione di ADSL: 1 settimana dopo la linea
  • Entro una settimana arriva una lettera con il contratto da restituire firmato entro 30 giorni; ci sono 10 giorni per recedere
  • Un tecnico verrà in casa per l’attivazione della linea
  • Il numero cliente da fornire nelle successive comunicazioni è: XXXXXXXXXX
  • Il numero del servizio clienti è: 848 991022

Scelgo di pagare con bollettino postale, anziché RID su coordinate bancarie (l'addetta mi garantisce che ciò non comporta costi aggiuntivi)... Penso: se qualcosa non funzionerà potrò almeno ritardare i pagamenti.

Ora non resta che aspettare.

Prefazione

Ho una nuova casa.
Non ho una linea telefonica, ovvero il doppino di rame arriva, ma nessun fornitore di telefonia e dati è attivo.
Abito in provincia, ma non troppo profonda: un paese di circa 25000 abitanti fra città capoluogo di provincia e di regione.
Ho deciso di avere telefono e ADSL.
Guarda e riguarda, ho preso una decisione: Tele2.
Però so che la probabilità che tutto vada liscio è bassa, qualche imprevisto succederà di sicuro.
E allora un'idea: fare un blog per raccontare, senza aggettivi, l'esperienza...
Vediamo come va.