mercoledì 10 ottobre 2012

Beppe Grillo "ha ragione"

Oggi Beppe Grillo ha attraversato lo Stretto di Sicilia a nuoto.
La notizia di per sé non sarebbe in assoluto eclatante: lo Stretto è largo circa 2800 metri, qualche giornale ha fatto perfino la conversione in "vasche corte" (da 25 metri). Un discreto nuotatore, con sufficiente allenamento, può nuotare quella distanza, anche se in mare è meno comodo che in piscina.
Certo Beppe Grillo non ha 20 anni e la sua è comunque una prova ammirevole, ma non un'impresa impossibile.
Ciò che invece fa di Beppe Grillo un grande è come utilizza la comunicazione, come mette esche a cui la maggior parte abbocca, forse perché ignorante, forse perché sciocca, forse perché distratta.
Facciamo un breve ragionamento: Beppe Grillo può risultare simpatico o antipatico, si possono condividere o non condividere le sue idee, ma non lo si può considerare uno sciocco. Proprio qui cadono i babbei: se Beppe Grillo, personaggio ultraconosciuto, nell'occhio dei media per la paura fottuta che molti hanno di ciò che potrebbe succedere nelle urne, decide di attraversare lo Stretto di Messina a nuoto, secondo voi non si prepara in modo adeguato?
Lui molto probabilmente ha curato la preparazione, si è allenato a sufficienza per poter lanciare la provocazione e dimostrare che avrebbe mantenuto fede alle sue parole, i babbei (dai bookmaker inglesi a molto "opinionisti esperti") sono caduti nella sua trappola comunicativa ed hanno fatto previsioni strampalate su ciò che non sarebbe stata un'impresa fisica da primato, ma semplicemente un valido risultato costruito con l'impegno.
E alla fine Beppe Grillo è arrivato in Sicilia a nuoto contro le aspettative di molti, quindi "Beppe Grillo ha ragione".
E' evidente che non è attraversando lo Stretto di Sicilia a nuoto che si possono mettere assieme le idee e le persone per risolvere problemi veri della vita vera, ma questo diventa un fatto trascurabile perché lui è un gigante della comunicazione.
Così il Mario Rossi di turno si trova con tre messaggi molto diversi:
  • ennesimo giro tasse da parte del governo
  • ennesimo giro di indagini e arresti nei confronti dei politici (regione Lombardia e altre, ormai c'è la folla)
  • Beppe Grillo che mantiene la parola di arrivare in Sicilia a nuoto.
Secondo voi, qual è il messaggio che suggestiona di più il Mario Rossi di turno?!
Ma Beppe Grillo non si accontenta di questo, perché diventa un gigante in mezzo ai nani con una facilità sconcertante, grazie ai nani, ovviamente. Beppe Grillo usa anche la piramide della comunicazione in modo sconcertantemente efficace e mette in pista la prima bordata post sbarco con il classico "panino": Questo è il terzo sbarco in Sicilia in 150 anni.
  • Il primo fu Garibaldi che portò i Savoia (attacco con un fatto che è anche percepito come un valore dai più)
  • il secondo fu fatto dagli americani che portarono la mafia (stilettata con un concetto)
  • il terzo sono io con il Movimento 5 Stelle (chiusura con un fatto appena dimostrato ed il "panino" è servito)
In questo modo ci fa inghiottire il concetto del panino, un concetto utile nel suo schema, buca i media, annichilisce i detrattori, esalta i sostenitori.
E via a raffica con una serie di slogan semplici, immediatamente capibili: puoi condividerli, puoi pensarla diversamente, non puoi non capire cosa ti sta dicendo.
E mentre sullo sfondo grigiomurocarcere sfilano i nani dell'Italia contemporanea lui esce con frasi semplici come "Se il paese non ferma il debito, sarà il debito a fermare il paese". Semplici, ma non facilmente falsificabili.
Lettera 43, fra i miei preferiti, riporta una carellata di foto e di frasi.
Questo è, secondo me, il vero motivo per cui Silvio Berlusconi fa di tutto per non presentarsi alle elezioni: il grande comunicatore non è più lui.
E quale frase meglio di questo titolo "Italia Futura, presente incerto", può fare da sfondo al ricambio che ci hanno preparato, per 3 anni, gli "esperti"?!

domenica 2 settembre 2012

Se dopo la Grecia tocca alla Spagna...

...quando toccherà all'Italia?

75 minuti di documentario in greco (sottotitolato con il tasto "Captions") non sembrerebbe qualcosa di molto attraente.
Eppure 75 minuti di documentario sottotitolato permettono di farsi un'idea molto reale di ciò che sta succedendo e soprattutto perché sta succedendo?
Perché in un periodo di riduzione della spesa si continuano ad acquistare armi (leggi Eurofighter) che ci collocheranno a livello di "potenza"?
Perché si insiste con la costruzione di mega opere, quando autorevoli studi dimostrano che molti interventi piccoli e locali hanno un impatto molto migliore sull'occupazione?
Perché si volevano costruire centrali termonucleari sul Po', quando anche quest'estate, come già successo nel 2006, il Po' è rimasto paurosamente senza acqua?

domenica 20 maggio 2012

La crisi è finita

La crisi è finita, sì non sto scherzando, la crisi economica-finanziaria è finita.
Il problema è che anche le cose che muoiono hanno bisogno di prendersi il tempo di morire.
Questa crisi è finita nel senso che non ci sarà un'uscita da questa crisi a base di ricette finanziarie, è finita nel senso che i numeri sono tali per cui è evidente a tutti che non sarà con più tasse, più rigore, minore spesa, che molti stati riusciranno a gestire il proprio debito nel futuro.
Ma il debito è espresso in moneta e la moneta cos'è veramente?
Quanto vale oggi veramente 1 Euro o 1 Dollaro?
Vale veramente quello che crediamo?
No, non vale quello che crediamo, questo è il punto.
Le monete moderne valgono fintantoché non vengono usate, sono monete fatte per accumularsi in debiti enormi.
Pensateci un attimo: se avete titoli di stato italiani o tedeschi o americani (ecc...), anche una piccola cifra, 5000 Euro, siete sicuri di avere 5000 Euro.
Tutti pensano che questi titoli siano convertibili in moneta in modo naturale.
In realtà non è affatto così, non sono convertibili in moneta, sono convertibili solo in altri titoli. Se io voglio 5000 Euro per i miei titoli da 5000 Euro è perché qualcun altro ha deciso di volere i miei titoli da 5000 Euro in cambio di 5000 Euro veri.
Questo è il punto.
L'economia mondiale è alluvionata da un controvalore enorme di titoli che possono avere valore soltanto se non vengono trasformati in moneta.
A questo punto c'è da chiedersi: qual è il vero valore dei titoli se non sono convertibili in moneta? E perché non sono convertibili in moneta se poi tanto la moneta non è convertibile in qualcosa di riconoscibile? (Le monete non sono più convertibili da parecchi decenni, "valgono" in quanto tali).
Il fatto incontrovertibile è che si è provato ad applicare le regole di un debito privato, convertibile in beni (quelli che sono a garanzia del debito), al debito pubblico che non è convertibile in nulla.
Ho 5000 Euro di titoli, sono un creditore, a fronte del mio credito ci sono 456 metri quadrati di foresta umbra. No, non funziona così, non c'è nulla a garanzia di questo credito.
La crisi è finita perché è terminato lo sviluppo basato sul debito: il debito che genera altro debito non può più generare debito perché tutto il debito ragionevolmente possibile è stato già generato.
A questo punto la soluzione è tanto facile quanto difficile: è necessario introdurre un concetto di moneta diverso, allo stesso modo di quanto è stato fatto quando è stata eliminata la convertibilità in oro, che permetta di convertire il debito in moneta senza che questa crei un'inflazione da capogiro.
Ovviamente, tutte le cose finite, non ne vogliono sapere di essere finite. E questa situazione è evidentemente ancor più vera, visto che tocca il sistema di comando e controllo del mondo intero.
Eppure è così.
L'esercizio difficile, ma l'unico veramente interessante, è capire chi saranno i nuovi "fortunati" nell'era del prossimo sistema di "monete": chi si sta già muovendo nella direzione giusta, anche o soprattutto senza rendersene conto, è chi nel volgere di poco si troverà in una posizione completamente diversa da tutti gli altri. Chi intuirà in anticipo cosa saranno le "nuove monete" e a cosa daranno valore, si troverà "ricco" e "fortunato" mentre la massa continuerà a parlare della "crisi".
Se qualcuno ha idee, qui se ne può discutere liberamente.
Un conto è rendersi conto di vivere un passaggio epocale, un altro conto è capire che tempo farà fra 15 giorni.

venerdì 25 marzo 2011

Laggiù al Nord (Est)

Venezia lì 18/03/2011

Oggetto: ATTIVAZIONE DELLA FORNITURA DI ENERGIA ELETTRICA

Veritas Energia Srl ringrazia per la preferenza accordata e con riferimento alla Vs. richiesta del 10/03/2010 comunica che con decorrenza 01/11/2010 è stato attivato il servizio di fornitura energia elettrica con i seguenti dati...

Non è uno scherzo!
L'azienda privata Veritas Energia mi comunica che dopo un anno è attivo il contratto per la fornitura di energia elettrica; anzi mi comunica che la fornitura è attiva da sei mesi.
E quanto sopra potrebbe già essere buffo di suo.

Esistono aspetti ancor più buffi che da questa comunicazione non si riescono a desumere:
  • a maggio 2010 ho telefonato all'azienda Veritas per raccogliere informazioni sullo stato della pratica, ma la pratica non era in corso, era stata misteriosamente smarrita
  • a giugno 2010 ho inviato un nuovo incartamento per avviare la pratica, con una tariffa diversa
  • a settembre 2010 ho telefonato per raccogliere informazioni sullo stato della seconda pratica e sono stato rassicurato con "la sua pratica è in corso"
A questo punto i dubbi si fanno angoscianti:
  • processeranno anche la pratica di giugno, visto che la comunicazione appena arrivata si riferisce alla pratica smarrita?
  • cosa succederà, pagherò due bollette al posto di una?!
E una certezza assoluta:
  • anche se la tariffa con cui è attivato il contratto corrisponde a quella della pratica smarrita e non è quella che ho scelto con la seconda pratica... credo che non mi arrischierò a chiederne la modifica!!!

venerdì 14 gennaio 2011

Bollettacrazia

Ho in dotazione un cellulare aziendale, TIM.
Non lo uso quasi mai per telefonate personali.
Qualche mese fa l'ho utilizzato per una chiamata personale, utilizzando il prefisso "46" che serve per fare in modo che il costo della telefonata vada sul mio conto personale anziché su quello aziendale.
E qui inizia il bello.
Dopo un po' arriva una bolletta: 0,23 Euro di telefonata e 0,37 Euro di spedizione bolletta. Ma la bolletta non viene riscossa perché troppo bassa.
Dopo due mesi un'altra bolletta: uguale alla precedente, ma con 0,37 Euro di spedizione in più. Ma la bolletta non viene riscossa perché troppo bassa.
...
L'ultima bolletta è di ben 2,09 Euro, ma ancor una volta la TIM non vuole i soldi, quindi fra due mesi ne arriverà un'altra con un'altra spesa di spedizione.

I boscaioli abbattono gli alberi, le cartiere ci fanno la carta, la TIM mi manda una nuova bolletta, il conto sale, ed io continuo a non telefonare TIM.

Allora ho provato ad accedere al portale TIM per vedere se era possibile avere una bolletta elettronica senza spese di spedizione e senza l'inutile bolletta cartacea.
Dopo essermi registrato, tramite SMS, il portale mi dice: "il tuo è un telefono business, vai al sito business" che però è riservato a qualcuno della mia azienda che gestisce il contratto per tutti i telefoni dell'azienda.

Allora provo alla "vecchia maniera": chiamo il 191. Ma dopo aver pigiato un po' di tasti, a seconda delle domande poste, sono arrivato alla frase "Arrivederci", senza riuscire a chiedere a qualcuno.

Allora torno sul sito per trovare un posto dove poter fare una domanda, ma trovo solo risposte, nessun modo di fare domande. E non trovo una risposta al mio problema.

mercoledì 15 dicembre 2010

Comunicazione aperta

Gentile Domenico Belli,
mi presento: sono socio di Greenpeace da svariati anni, credo una decina. Rinnovo puntualmente la mia quota associativa, ricevo periodicamente la rivista Greenpeace News che leggo con interesse.

Scelgo di scrivere a lei - Responsabile campagna Energia e Clima - in forma pubblica per poter condividere con alcuni conoscenti di Facebook un approfondimento.

Nel numero 99, arrivato proprio oggi, ma di cui non ho trovato un link sul sito, a pagina 6 trovo le seguenti informazioni:

[...]
Mentre i grandi della Terra continuano a discutere, c'è una realtà che si fa strada: a partire dallo scorso marzo, per la prima volta dal 1973, negli Stati Uniti la produzione di energia primaria da fonte rinnovabile ha superato quella nucleare. Lo confermano i dati del "Monthly Energey Review", il rapporto mensile sul sistema elettrico statunitense pubblicato dal Dipartimento dell'energia (DOE): 197 terawattora (TWh) del nucleare contro i 200,50 delle rinnovabili. Il dato è stato confermato anche nei mesi successivi, da marzo fino a giugno, quando la forbice si è allargata ulteriormente: 209,91 TWh del nucleare contro 225,55 TWh delle rinnovabili.
[...]

Il rapporto è un documento pubblico scaricabile al seguente link: http://www.eia.doe.gov/mer/pdf/mer.pdf e l'edizione di novembre consta di 212 pagine di facile lettura in quanto principalmente composte da tabelle di numeri e grafici.

La rivista parla di "produzione di energia primaria" che nel rapporto del DOE è descritta dal contenuto delle tabelle 1.1 e 1.2 alle pagine 3 e 5.
Nel rapporto del DOE l'energia è espressa in termini di BTU (British Termal Unit) mentre nell'articolo si parla di TeraWattOra: le due unità sono convertibili per mezzo del rapporto
1 BTU = 0.293071 W·h

Queste le mie osservazioni:
  1. l'unità BTU è un arcaismo anglosassone che in Italia probabilmente pochi avrebbero compreso; la conversione in WattOra è corretta da un punto di vista fisico, ma nasconde un'insidia dal punto di vista interpretativo: per la maggior parte dei lettori il WattOra è associato alla bolletta elettrica e questo potrebbe indurre molti lettori a pensare che negli Stati Uniti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ha superato la produzione di energia elettrica da fissione nucleare e questo non è vero
  2. a rafforzare la percezione che si tratti di energia elettrica, c'è anche il fatto che la fissione nucleare viene usata prevalentemente per produrre energia elettrica, mentre la tabella si riferisce alla produzione di energia primaria, in cui sono compresi i processi termici industriali, il riscaldamento, il trasporto, ecc...
  3. il rapporto di novembre riporta anche che nei mesi di luglio ed agosto la situazione si è ribaltata, con una produzione da fissione nucleare superiore a quella da fonti rinnovabili; in questo caso i tempi di stampa e di spedizione postale giocano a sfavore, ma il modo in cui la notizia è posta "Il dato è stato confermato anche nei mesi successivi, da marzo fino a giugno, quando la forbice si è allargata ulteriormente: 209,91 TWh del nucleare contro 225,55 TWh delle rinnovabili" suggerisce una situazione di trend certo che attualmente non corrisponde ai fatti
  4. la produzione di energia elettrica negli USA è descritta al capitolo 7: la figura 7.2 a pagina 94 riporta in ordine di importanza le fonti: carbone, gas naturale, nucleare, idroelettrica, petrolio; il fatto che la voce sia ancora "idroelettrica" e non "fonti rinnovabili" dà una prima indicazione sulla marginalità delle altre fonti rinnovabili rispetto alla componente idroelettrica (non sempre eco-compatibile); la tabella 7.2a a pagina 95 illustra la composizione delle fonti rinnovabili e conferma che la parte del leone spetta al comparto idroelettrico, con l'eolico in seconda posizione ed il solare all'ultimo posto. Deve essere notato che nel settore "fonti rinnovabili" sono inseriti anche i rifiuti: Municipal solid waste from biogenic sources, landfill gas, sludge waste, agricultural byproducts, and other biomass. Through 2000, also includes non-renewable waste (municipal solid waste from non-biogenic sources, and tire-derived fuels) sulla cui rinnovabilità ed eco-compatibilità ci sono molti distinguo da effettuare
  5. va posto in evidenza che anche la tabella della "produzione di energia primaria" di cui ho parlato sopra, comprende la stessa categoria di rifiuti illustrati al punto 4
  6. infine, sempre la tabella 1.1, alla voce "fonti rinnovabili" riporta una nota non trascurabile: Most data are estimates. See Tables 10.1-10.2c for notes on series components and estimation. I dati attuali, del rapporto, sulle fonti rinnovabili sono per la maggior parte (Most data) stimati e, quindi, possono scostarsi in modo più o meno significativo dalla situazione reale.
In conclusione, la invito ad effettuare uno sforzo per migliorare la qualità dell'informazione dell'organizzazione, nell'interesse di tutti gli associati per rendere i messaggi sempre più incisivi e non attaccabili.

Cordialmente
Ch.F.

mercoledì 8 settembre 2010

Ridi pagliaccio (italiano)

Sulla home page di La Repubblica è stato installato un contatore che mostra da quanto tempo il Ministero per lo Sviluppo Economico è senza ministro.
Che serva un Ministero per lo Sviluppo Economico quando esiste un Ministero dell'Economia sarebbe un po' da discutere, ma si sa...
Si potrebbe pensare che l'iniziativa del quotidiano è un'iniziativa di protesta, invece secondo me c'è di molto più succoso.
Io, per esempio, sono uno dei pochi in attesa che venga nominato il successore di Aldo Brancher al "Ministero per la Sussidiarietà e il Decentramento".

Sissignori, io aspetto fiducioso.

Anzitutto, mi scuso se il nome del ministero non fosse corretto, ma l'unica fonte in cui l'ho trovato è la pagina di Wikipedia dedicata ad Aldo Brancher; Wikipedia non è certo la fonte più autorevole per questo tipo di informazioni sulle più Alte Funzioni dello Stato, ma d'altra parte il decreto del Presidente della Repubblica del 18 giugno 2010 ci dice che viene nominato un ministro, ma non si sa a che cosa.
La mia sembra quasi propaganda di bassa lega ed invece è proprio vero: ciascuno può leggere cosa non contiene il decreto:

L'on. Aldo BRANCHER, deputato al Parlamento, e' nominato Ministro senza portafoglio e cessa dalla carica di Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il presente decreto sara' comunicato alla Corte dei conti per la registrazione.


Per i più volenterosi c'è anche un articolo de Il Sole 24 ore, che non è esattamente ciò che si definisce un quotidiano di opposizione: 10 giorni dopo la nomina, non si capisce ancora di cosa si dovrà occupare il ministro.

Ciò che trovo più intollerabile è che la maggior parte dei cittadini di questo paese - volutamente minuscolo - dimentichi nel giro di pochi mesi che un Ministero è stato creato, il ministro incaricato si è dimesso dopo qualche manciata di giorni, ma non è stato più sostituito.
Se a nessuno frega niente della nomina dei Ministri - non stiamo parlando di nomine di guardialinee non professionisti, ma di Ministri della Repubblica, perché non posso essere nominato Ministro pure io?

Rivendico un Ministero, qualunque esso sia, mi impegno a fare meglio di Aldo Brancher.

Ridi pagliaccio (italiano)