La crisi è finita, sì non sto scherzando, la crisi economica-finanziaria è finita.
Il problema è che anche le cose che muoiono hanno bisogno di prendersi il tempo di morire.
Questa crisi è finita nel senso che non ci sarà un'uscita da questa crisi a base di ricette finanziarie, è finita nel senso che i numeri sono tali per cui è evidente a tutti che non sarà con più tasse, più rigore, minore spesa, che molti stati riusciranno a gestire il proprio debito nel futuro.
Ma il debito è espresso in moneta e la moneta cos'è veramente?
Quanto vale oggi veramente 1 Euro o 1 Dollaro?
Vale veramente quello che crediamo?
No, non vale quello che crediamo, questo è il punto.
Le monete moderne valgono fintantoché non vengono usate, sono monete fatte per accumularsi in debiti enormi.
Pensateci un attimo: se avete titoli di stato italiani o tedeschi o americani (ecc...), anche una piccola cifra, 5000 Euro, siete sicuri di avere 5000 Euro.
Tutti pensano che questi titoli siano convertibili in moneta in modo naturale.
In realtà non è affatto così, non sono convertibili in moneta, sono convertibili solo in altri titoli. Se io voglio 5000 Euro per i miei titoli da 5000 Euro è perché qualcun altro ha deciso di volere i miei titoli da 5000 Euro in cambio di 5000 Euro veri.
Questo è il punto.
L'economia mondiale è alluvionata da un controvalore enorme di titoli che possono avere valore soltanto se non vengono trasformati in moneta.
A questo punto c'è da chiedersi: qual è il vero valore dei titoli se non sono convertibili in moneta? E perché non sono convertibili in moneta se poi tanto la moneta non è convertibile in qualcosa di riconoscibile? (Le monete non sono più convertibili da parecchi decenni, "valgono" in quanto tali).
Il fatto incontrovertibile è che si è provato ad applicare le regole di un debito privato, convertibile in beni (quelli che sono a garanzia del debito), al debito pubblico che non è convertibile in nulla.
Ho 5000 Euro di titoli, sono un creditore, a fronte del mio credito ci sono 456 metri quadrati di foresta umbra. No, non funziona così, non c'è nulla a garanzia di questo credito.
La crisi è finita perché è terminato lo sviluppo basato sul debito: il debito che genera altro debito non può più generare debito perché tutto il debito ragionevolmente possibile è stato già generato.
A questo punto la soluzione è tanto facile quanto difficile: è necessario introdurre un concetto di moneta diverso, allo stesso modo di quanto è stato fatto quando è stata eliminata la convertibilità in oro, che permetta di convertire il debito in moneta senza che questa crei un'inflazione da capogiro.
Ovviamente, tutte le cose finite, non ne vogliono sapere di essere finite. E questa situazione è evidentemente ancor più vera, visto che tocca il sistema di comando e controllo del mondo intero.
Eppure è così.
L'esercizio difficile, ma l'unico veramente interessante, è capire chi saranno i nuovi "fortunati" nell'era del prossimo sistema di "monete": chi si sta già muovendo nella direzione giusta, anche o soprattutto senza rendersene conto, è chi nel volgere di poco si troverà in una posizione completamente diversa da tutti gli altri. Chi intuirà in anticipo cosa saranno le "nuove monete" e a cosa daranno valore, si troverà "ricco" e "fortunato" mentre la massa continuerà a parlare della "crisi".
Se qualcuno ha idee, qui se ne può discutere liberamente.
Un conto è rendersi conto di vivere un passaggio epocale, un altro conto è capire che tempo farà fra 15 giorni.
domenica 20 maggio 2012
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