mercoledì 18 febbraio 2009

Spirale in discesa

Passano i giorni, le settimane, i mesi, ma pare che i "grandi del mondo" siano molto piccoli, inermi, incapaci di prendere in mano la situazione.
Parliamo di crisi economica, di produzione industriale che si contrae vertiginosamente, di grandi gruppi industriali che riducono produzione e organico in modo drastico.
Fin qui non è pessimismo: accade, viene riportato dalle agenzie, è un dato, a prescindere che piaccia o no.
L'ottimismo sta nel credere che finita la fase di contrazione dell'economia, inizierà una nuova fase di espansione.
OK, siamo ottimisti, l'economia ripartirà.

Quando, dove, da dove?
Eh, eh, è qui che ci accorgiamo che un intero gruppo sociale del pianeta, la "nuova aristocrazia", quella che governa il mondo con libere elezioni, non ha la minima idea di come raddrizzare la rotta della nave che continua a perdere velocità.

Ragioniamo per estremi.
Può l'economia contrarsi in modo indefinito? No, io credo proprio di no: ad un certo punto la domanda di cose necessarie, incontra l'offerta di cose necessarie ed il sistema trova un nuovo equilibrio. Questo è sicuramente un punto di equilibrio stabile, difficile da collocare con precisione, probabilmente sui consumi pro-capite del 1980 (tanto per dire un anno a caso che può essere significativo). In effetti dobbiamo solo tornare al "prima dei mitici Anni 80", quelli in cui la speculazione finanziaria comincia a diventare professione di truffa legalizzata e stimata.
In termini pratici, dobbiamo tutti tornare a comprare quando il cappotto è rotto o proprio brutto, quando le scarpe cominciano a scollarsi/bucarsi, quando i polsini della camicia sfilacciano, ecc...
Sotto quel livello non mi sembra ad oggi corretto pensare che i nostri consumi ritornino.
Però, se facciamo un esame di coscienza, ci aggorgiamo che probabilmente consumavamo circa la metà, quindi basta produrre la metà e lavorare... beh ditelo voi.

All'altro capo, sta la possibilità che noi si sia nel punto più basso oggi e domani le cose ricominceranno a migliorare. Per affermare questo servirebbero dei dati oggettivi che al momento nessuna agenzia trasmette.

Cosa fanno quelli che possono decidere?
Facciamo una lista oggettiva:
  1. proteggono le istituzioni e le menti che hanno trasformato denaro risparmiato da lavoratori in carta straccia
  2. per proteggere quelli al punto sopra, creano nuova carta (debito pubblico) in cambio di soldi veri
  3. rivedono le previsioni al peggioramento mese dopo mese
  4. attuano manovre di stimolo all'economia che tendono ad incentivare lo stesso modello economico che è andato in crisi
  5. tutti concordi danno la colpa ai "banchieri", entità astratta e metafisica, che ha "generato la crisi finanziaria", conseguenza della quale è la "crisi economica"
  6. nessuno sta chiedendo le dimissioni dei "banchieri" di cui al punto precedente
  7. nessuno sta verificando se "la crisi finanziaria" sia un'entità imprescindibile o il frutto di reati e/o mancato rispetto di normative
  8. pochi, quasi nessuno, di quelli che hanno il potere, si pone il problema che forse può diminuire i propri introiti, quantomeno come gesto di solidarietà nei confronti di chi sta perdendo il posto di lavoro
  9. nessuno ci sta dando l'idea che siamo in una situazione grave, ma c'è un gruppo di esperti dall'intelligenza "vivace e acuta" che sta elaborando una proposta innovativa per iniziare una virata faticosa, ma indispensabile, verso nuovi modelli economici.
Dal punto di vista politico, ci dobbiamo accontentare dell'ottimismo di maniera della "maggioranza che governa" e del catastrofismo cosmico della "opposizione che non governa".
Dal punto di vista economico ci dobbiamo accontentare a misure dubbie, volte a conservare il disastro in atto da parte della "maggioranza" e idee tanto mirabolanti quanto confuse da parte della "opposizione".

Qui serve un piano di ricostruzione dell'economia:
  1. dobbiamo rivedere le basi teoriche, in quanto quelle attuali sono buone solo per riempire i libri degli studenti; ogni qualvolta si cerca di applicarle alla realtà, migliaia di studiosi di economia si trincerano dietro "distinguo", come dire che sì è così però non è così
  2. dobbiamo rivedere le regole: qui non si tratta di mettere in discussione i principi del libero mercato come qualcuno sarebbe facilmente tentato di fare. Qui bisogna capire come fare in modo che chi truffa sia un truffatore. Chi scambia soldi veri per carta straccia, truffa
  3. dobbiamo rivedere come, dove, cosa produrre: trovare nuovi equilibri, uscire dallo status quo attuale, innovare nel senso di criticare gli ultimi 20 anni per trovare strade nuove, moderne
  4. dobbiamo mettere in condizione di utilizzare i soldi veri, a chi li ha, in modo che l'utilizzo permetta di fornire l'energia necessaria a quanto previsto dal punto 3
  5. dobbiamo evitare di creare ulteriore debito che non abbia un piano di rientro chiaro, possiamo fare debito a qualsiasi livello (famiglia, impresa, stato), solo come forma di investimento, non come forma di spesa
  6. dobbiamo amministrare la massa di denaro reale, non quella che si basa su debito che poggia su debito sotto il quale c'è debito dentro il quale ci sono titoli di debito ... sotto cui non si sa cosa c'è, secondo i principi "del buon padre di famiglia"
Vi sembra un'idea tanto strampalata?



P.S.: continuo a resistere alla tentazione di pubblicizzare questo blog agli amici per due motivi:
  1. risparmio loro la noia di sentirsi in obbligo di dare un'impressione
  2. sono proprio curioso di vedere se prima o poi entra qualcuno per sbaglio, a parte "mitico Bais" che si è agganciato per altri motivi in tempi antichi

1 commento:

Ant1 ha detto...

Sono entrato, il tuo P.S. è stato soddisfatto.

La tua analisi mi piace tanto, non avevo dubbi, la situazione non mi piace ma non avevamo dubbi.