mercoledì 4 febbraio 2009

Crisi di fiducia

Ogni tanto mi sento attratto dal continuare a scrivere considerazioni che nessuno legge.
Continuo ad ascoltare Radio 24 due volte al giorno: da casa al lavoro, dal lavoro a casa.
Passano le settimane, passano i mesi, restano le chiacchiere.
Facciamo un rapido punto della situazione.
Più di un anno fa, qualcuno si accorge che finanziare mutui e prestiti che eccedevano le capacità di rimborso stava diventando un problema.
Meno di un anno fa, qualcuno si accorge che una serie di "titoli derivati" convertivano soldi veri di risparmiatori in crediti parzialmente inesigibili, ovvero in mutui dati senza le necessarie garanzie.
Pochi mesi fa sono saltate alcune banche.
E poi?
Un po' alla rinfusa, i vari governi hanno cercato di arginare le falle più grosse: chi ha comprato pezzi di banche (Royal Bank of Scotland è praticamente di Sua Maestà), chi ha assicurato con coperture ingenti l'attività bancaria per scongiurare il pericolo del fallimento, chi dice di creare una "bad bank" e chi più ne ha, più ne metta.

Poi qualcuno parla di "crisi di fiducia" dei mercati. Mi verrebbe da chiedere quale motivo ci sarebbe per avere fiducia posto che:
  1. molti dei dirigenti che hanno costruito l'attuale crisi finanziaria sono saldamente al loro posto, magari con la ricetta per produrre l'antidoto contro il veleno appena iniettato nell'economia di tutto il pianeta
  2. i politici non prendono in considerazione l'idea di cambiare le regole che hanno consentito di convertire soldi veri in carta straccia senza che questo possa comportare reato
  3. nessuno si rende conto che ogni persona con un reddito reale è soprasatura di beni durevoli e non durevoli che ha comprato in modo esagitato da dieci o più anni a questa parte: a parte il cibo, potrebbe vivere per anni senza comperare vestiti, scarpe, oggetti per la casa, ecc...
  4. le idee per uscire dalla crisi, scarseggiano, anzi talvolta pare che ci si sforzi di restarci dentro.
Faccio subito un esempio: per salvare l'industria dell'auto che si fa?
Bonus di 1000€ e risparmio del bollo per 3.
Embè?
Se l'auto ce l'ho, considerato che il mio vicino di casa è in cassa integrazione, mio cognato in mobilità, e via dicendo, per quale motivo sarei incentivato a risparmiare 1000€ se ne devo spendere circa 10 volte di più e magari un'automobile funzionante già ce l'ho?
Non esistono formule strutturali che permettano di riconvertire l'industria automobilistica e produrre un disegno di largo respiro che possa durare 10/20 anni?
Possiamo stimolare l'industria a produrre cose che non abbiamo, che potrebbero servirci, che potrebbero migliorare la nostra qualità della vita?
Ci fosse qualcuno che si sforza di mettere a punto un piano nazionale strategico, con indicazioni chiare di dove investire.
Credete che non ci siano le opportunità?!?!
Lungi da me il qualunquismo, passiamo agli esempi pratici:
  • in più posti del mondo si stanno installando i primi aerogeneratori off-shore (mulini ad aria per produrre elettricità posti nel mare, vicino alla costa, anzichè nell'entroterra). Da noi sono già partiti i movimenti per la salvaguardia del paesaggio.
  • pochi sanno che la maggior parte delle centrali italiane che producono elettricità sprecano enormi quantità di calore che potrebbero essere usate per il teleriscaldamento: scaldiamo i fiumi ed il mare, con grande goduria della fauna ittica che non paga la bolletta, poi compriamo altri combustibili per riscaldare le case. Ma se quel gas non viene venduto, chi lo vende non ci guadagna, quindi si abbassa il PIL e stiamo peggio. Se invece il gas lo vendiamo due volte perché una parte la usiamo per scaldare mari e fiumi, il PIL si alza e stiamo meglio, peccato che poi non si sappia cosa produrre e soprattutto cosa comprare.
  • forse ancor meno sanno che è possibile scaldare le case (e l'acqua della doccia) per mezzo di impianti di cogenerazione: si produce elettricità con una centrale in miniatura, si utilizza il calore di scarto per scaldare la casa. Anche qui vale il discorso sopra, chi vende il gas ci rimetterebbe.
  • le automobili sono sempre più grandi e più pesanti: possibile che non si possa incentivare la produzione di automobili che non richiedano di allargare le strade delle città per passare? Automobili più piccole e più leggere vuol dire risparmio per tutti: più posto sulle strade, più parcheggi disponibili, meno carburante. Più risparmio per tutti dovrebbe essere più guadagno per tutti o no? E invece, ogni casa automobilistica quando esce con il nuovo modello si sente in obbligo di aggiungere qualche centimetro. Una Golf degli anni 80 era praticamente una Polo di oggi. Siamo cresciuti di statura così tanto? Ne abbiamo proprio bisogno?
  • i nostri trasporti pubblici sono in condizioni disastrate: linee ferroviarie che si avviano al secolo di vita senza interventi migliorativi sostanziali, carrozze ferroviarie fatiscenti, autobus di vent'anni che non rispettano alcuna norma anti-inquinamento
  • gli scali merci sono in completo disfacimento: anche dove lo scalo merci è a ridosso del porto, riuscire a combinare un trasporto marittimo con uno su rotaia è più un gesto di sfida che un modello di business
  • la multimodalità gomma/rotaia funziona solo dove il monopolista dell'autostrada prende anche la concessione in monopolio della rotaia
  • la ristrutturazione di casa per migliorarne le caratteristiche energetiche viene sostanzialmente scoraggiata dalla norma del "prendi il biglietto prima di cominciare" (e sappiamo bene che i biglietti vincenti qualcuno è più avvantaggiato nel reperirli)
  • il telelavoro è una specie di eufemismo: si applica a rari casi, praticamente si tratta di accademia dell'organizzazione del lavoro. Eppure potrebbe permettere di risparmiare enormi inutili costi di trasporto che potrebbero essere meglio impiegati in altri comparti
Le osservazioni sopra sono tutte relative a cose che si possono fare oggi, non sono cose che necessitano 20 anni di ricerca senza sapere se funzionano, serve solo la volontà di farli e di finanziarli.
Ma posto che si debbano finanziare investimenti per 1000 miliardi di Euro per rilanciare l'economia, dici che sia meglio investirli per trovarsi "un passo avanti" dopo la crisi, o che sia meglio spenderli per tener assieme con gli spaghi un sistema che risente la crisi del tempo?

1 commento:

Bais ha detto...

Purtroppo lo stato in questo momento storico e' in mano a persone che gestistono aziende e interessi personali. Quindi ovviamente tutto rimane nel gruppetto chiuso di industriali e super finanzieri.
Il resto e' solo cornice e contorno... speriamo che qualcuno si decida a obbligare gli architetti / aziende edilizie in genere a rendere autonomi gli edifici che costruiscono per almeno il 50% dell'energia utilizzata. Quindi non solo fotovoltaico, non solo materiale isolante di ultima generazione ma anche termico e voltaico.
Esistono deglie esempi.. non c'e' nulla da inventare... solo da COPIARE DOVE FUNZIONA.
Oggi ho visto, con enorme sorpresa, nei pressi di Marcon un parcheggio la cui tettoia era tutta coperta da pannelli fotovoltaici! Questi sono gli esempi da portare in parlamento.
Le macchine ad "acqua" esistono basta produrle e cosi' l'incentivo di 1000 € si trasformerebbe in risparmio di 2500 euro l'anno di benzina, liberarci dal cappio che ci strozza delle risorse energetiche.
Per quanto riguarda il trasporto su rotaia tocchi un tasto dolente da anni... mi sono sbellicato dalle risate quando ho sentito l'amministratore di treni italia che ci paragonava al Giappone... si in effetti qualcosa di simile lo abbiamo... 1) abbiamo entrambi perso la seconda guerra mondiale, 2) abbiamo i treni le cui misure sono compatibili (una persona dai 1.80 come me deve giocare a tetris con le gambe per sedersi).

Continua a scrivere qualcuno prima o poi legge :)