Sento spesso trasmissioni che parlano della crisi finanziaria, della crisi economica, ecc...
Sento molte opinioni illustri ed anche per fortuna molte informazioni che paiono oggettive.
Sui dati non ho nulla da obiettare, sulle opinioni degli illustri ospiti sì.
Premetto che non ho ambizione di essere l'ennesimo esperto, come evito di trasformarmi in CT della nazionale il giorno dopo una sconfitta. Però mi sembra che le opinioni illustri, tutte valide, non tengano molto conto di una serie di fenomeni che accadono al famoso "uomo della strada".
Partiamo dal titolo di questo post: "La logica del debito su debito".
I racconti della crisi attuale fanno normalmente riferimento alla "crisi dei mutui": ad un certo punto negli Stati Uniti molti cittadini con un mutuo non sono più stati in grado di pagare le rate, e da qui parte l'effetto domino che arriva ad oggi.
Domanda: "Ma qualcuno aveva la posta elettronica 3-4 anni fa?" Ovviamente sto lanciando una provocazione, io possiedo l'attuale indirizzo di e-mail da dodici anni, credo che molti siano in una situazione analoga.
Allora parliamo di spam, di pubblicità non desiderata, di spazzatura che invade le nostre caselle di posta; lo spam segue le mode, è ciclico, stagionale: una stagione propongono medicinali contro l'impotenza, una stagione sesso a buon mercato, una stagione farmaci senza prescrizione medica, una stagione rifinanziamenti.
Esattamente rifinanziamenti, lo scrivo per evitare indugi: per mesi interi la mia casella di posta elettronica era inondata di proposte per rifinanziare o "consolidare" il debito, sembrava che il grosso problema del popolo statunitense si fosse spostato dall'avere prestazioni sessuali strabilianti a rifinanziare il proprio mutuo sulla casa o prestito per l'automobile.
Durante quella stagione di spamming più volte mi sono fatto un'idea chiara: l'abitante medio degli Stati Uniti stava spendendo più di quanto poteva, stava vivendo al di sopra delle proprie possibilità e prima o poi il nodo sarebbe arrivato al pettine.
Io non sono né un sociologo, né un analista finanziario, né un economista. Devo quindi immaginare che il fenomeno da me notato fosse noto a molti: nessuno si è preoccupato di intervenire prima della metastasi? Era proprio necessario arrivare ad una crisi finanziaria epocale prima di accorgersi che non è possibile spendere sistematicamente più di quanto si guadagna?
Nel frattempo sono passati i mesi, parecchi, e come dicono gli esperti "c'è rischio che la crisi si trasformi da finanziaria a economica". Domanda: "Per capire che la crisi è già economica da un bel po', è necessario che le strade vengano invase da persone senza lavoro?" o si può desumere dalle abitudini di spesa, dalla propensione al consumo, dalla capacità di risparmio dei cittadini "normali" (ovvero quelli che percepiscono un reddito sul quale pagano le imposte secondo quanto previsto dalla legge corrente?).
Quali azioni sono state intraprese per risolvere il problema?
Alcune banche (americane) sono state fatte fallire, altre sono state salvate, ovvero si è trovato il modo per coprire montagne di debiti privati con soldi pubblici degli stati. Questo permette di evitare il tracollo del sistema finanziario, i cui risvolti sarebbero oggi paragonabili a quelli di una "guerra mondiale".
Inoltre, in alcuni stati, per sostenere la domanda, ci sono piani di spesa consistenti, abbinati a politiche monetarie che hanno letteralmente schiacciato i tassi di interesse verso il basso.
Analizziamo questi due elementi:
- molta spesa pubblica, molto lavoro, rilancio dell'economia in puro stile Keynesiano
- tassi di interesse bassi, grande possibilità delle aziende di accedere al credito, spinta degli investimenti, rilancio dell'economia
Molta spesa pubblica, significa grande necessità di soldi da parte dello stato.
Uno stato si procura soldi normalmente in due modi:
- crea moneta
- chiede i soldi in prestito, ovvero crea debito pubblico
La prima manovra è considerata normalmente controproducente dagli economisti: l'aumento della moneta circolante genera automaticamente inflazione che per essere successivamente domata richiede una stretta sui tassi di interesse, quindi l'unica strada che si tende a percorrere è quella di creare nuovo debito pubblico.
Ma il debito pubblico può crescere all'infinito? Negli anni 80 alcuni credevano di sì, e in Italia si è fatta un'ottima sperimentazione in tal senso: titoli di stato a nastro per pagare il disavanzo della spesa pubblica. Nel 1992, a seguito di un consistente shock monetario, con il cambio della Lira che precipitava nei confronti di tutte le maggiori monete, ci si rese conto che il debito pubblico non poteva crescere in modo indefinito e si iniziò la faticosa, faticosissima manovra di rientro che ogni governo tenta di portare avanti ormai da 17 anni, senza mai riuscire a venirne a capo. Poi nasce l'Euro, e alcuni dei parametri fondamentali del Trattato di Maastricht sono proprio relativi al massimo debito pubblico possibile.
I circa 2000 miliardi di dollari di nuovo debito che gli Stati Uniti immettono sul mercato per la manovra di salvataggio delle istituzioni bancarie e di sostegno all'economia sono sostenibili?
Speriamo di sì, ma non dimentichiamo che le ultime aste sembrano avere delle difficoltà.
Cosa succede se il debito collocato diventa troppo? Fino ad un certo punto, le banche centrali possono aumentare i tassi per cercare di attirare più risparmiatori; oltre un certo punto i titoli restano non collocati, quindi il debito non può essere contratto, i soldi non possono essere spesi per rilanciare l'economia, i tassi reali di mercati si spostano verso i valori massimi.
Passiamo ad analizzare il secondo elemento: "tassi di interesse bassi".
Abbiamo già evidenziato come la creazione di moneta e la creazione di debito di fatto tendano a spingere i tassi al rialzo.
Alla fine dello sproloquio vi lascio con alcune domande:
- pare che tutto possa essere risolto con la copertura di un debito con uno più grande. Funzionerà anche questa volta o la dimensione del debito sarà tale da non essere più gestibile?
- è pensabile che si possa spendere più di quanto si ha in modo sistematico, o prima o poi arriva il momento in cui bisogna scoprire le carte?
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