lunedì 9 marzo 2009

Diteci da che parte state

Questa la notizia: "Non servirà la licenza per ricostruire i palazzi".

Ora i commenti.
Pochi mesi fa è stata sostanzialmente bloccata la possibilità di fare interventi per il recupero energetico su abitazioni esistenti perché aveva un costo eccessivo per le casse dello stato. Ora, a costo zero, via libera al palazzinaro di turno.

Proviamo a fare ordine.
Gli incentivi al risparmio energetico potevano avere tanti difetti, ma:
  • richiedevano che fossero emesse delle fatture
  • coinvolgevano e sviluppavano professioni che innalzavano il livello di competenze (tecnici abilitati, idraulici, elettricisti, ecc...)
  • stavano costituendo un terreno di investimento per industrie: rinnovamento di prodotti, produzione di prodotti nuovi
  • permettevano di ridurre su una prospettiva di lungo termine la dipendeza del Nostro Paese dalle fonti energetiche che importiamo dagli stati politicamente più instabili (produttori di metano e petrolio)
  • stavano diventando un successo: molti cittadini avevano aderito sborsando soldi veri in cambio di fatture vere e tecnologie nuove applicate alla loro casa vecchia.
Il piano di stimolo:
  • senza una precisa norma di recupero fiscale, e quindi si ricadrebbe nei costi che hanno portato al taglio delle normative per il risparmio energetico, nessuno sa come convincere il settore edilizio paradiso del lavoro nero e dell'evasione fiscale operata in modo scientifico a tutti i livelli, ad emettere fatture
  • l'aggiunta di una stanza o un cesso ad un edificio difficilmente stimolerà l'adozione di materiali innovativi o tecnologie che richiedano competenze particolari: molto probabilmente sarà ampiamente sfruttato per peggiorare brutture di cui già si potrebbe fare a meno
  • a parte l'edilizia dei lavoratori dell'est, non si vede quale altro operatore possa essere incentivato ad investire

Le chicche estratte dall'articolo:

«Dare a chi ha una casa e nel frattempo ha ampliato la famiglia perché i figli si sono sposati e hanno dei nipotini la possibilità di aggiungere una stanza, due stanze o dei bagni con servizi annessi alla villa esistente».


Non ho mai abitato in una villa, non mi risulta che i figli di chi si può permettere la villa siano costretti a vivere con i genitori perché impossibilitati ad avere una casa diversa.

«Quello che si farà è in aderenza e in continuazione di case esistenti, quindi – aggiunge – nelle zone che sono previste dal piano regolatore e con una vidimazione sotto responsabilità dei progettisti».


Io me la vedo la responsabilità dei progettisti. Mi immagino in questa situazione il geometra che ha fatto l'accatastamento di una modifica interna di casa mia: è rimasto sbalordito quando ho chiesto la fattura.

Al posto del permesso di costruire, infatti, dovrebbe spuntare la perizia giurata del progettista. Novità, inoltre, per le sanzioni, che saranno solo amministrative per gli abusi più lievi mentre verranno aggravate per quelli riguardanti beni "sotto vincolo". E più spazio, infine, al ravvedimento operoso.


C'è qualcuno che immagina un progettista che dice al proprio cliente: "Non si può ampliare la volumetria" visto che le sanzioni saranno solo amministrative per gli abusi più lievi?

«dovranno valutarlo: serve per smuovere l'economia e in particolare l'edilizia da sempre ferma e impastoiata da mille burocratismi»


Non è più opportuno cominciare a valutare le amministrazioni che fanno il loro dovere bene e quelle peccano di eccesso di zelo?
Al governo sono tutti sicuri che "i mille burocratismi" non servano per generare un indotto non esattamente etico?!

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